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Articoli e Aggiornamenti

Articolo da SolarTecmed

 

06 maggio 2011 

   

4° Conto Energia Habemus Decretum

 

 

Pare di assistere alla quiete dopo la tempesta, il riferimento va chiaramente al Ministro Romani e alla sua antagonista/collega Ministro Prestigiacomo che dopo qualche divergenza sono riusciti a trovare un accordo sul definitivo 4° Conto Energia.

 

Ma vediamo più nel dettaglio il decreto interministeriale firmato da Romani e Prestigiacomo.

Fonte da Casa&Clima:

 

Un tetto più restrittivo

Il costo totale degli incentivi al fotovoltaico previsto per il periodo 2013-2016 è di 1,36 miliardi per un obiettivo di potenza di 9.700 MW. Gianni Chianetta di Assosolare ha denunciato "un taglio sostanziale del tetto di spesa sia per il 2011 che per il 2012". Un taglio del tetto di spesa previsto per gli aiuti che scende a 300 milioni di euro contro i 447 milioni della bozza presentata alle Regioni. Tuttavia fino a settembre gli impianti, specialmente quelli di grande potenza, potranno accedere alle nuove tariffe (decurtate) senza iscrizione nel registro dei grandi impianti con la sola comunicazione al GSE. Scatta dunque la corsa alla fine lavori al 31 agosto, così come è avvenuto per il decreto Salva Alcoa del 2010.

 

Premiare la filiera locale

Il presidente delle Regioni Vasco Errani, riconosce il ruolo degli incentivi per lo sviluppo di una filiera italiana del fotovoltaico (circa il 50% degli investimenti rimangono ad imprese italiane, riconosce il Solar Energy Report del Politecnico di Milano  leggi). Si tratta di una filiera strategica per il futuro, ammette il governatore e a tal fine va sostenuta. Va in questa direzione l'introduzione del premio del 10% per chi installa pannelli la cui produzione (relativamente ai materiali) sia riconducibile per non meno del 60% all'interno della Unione Europea e il rafforzamento dei controlli sul materiale installato.

 

Piccoli impianti

Rispetto alla bozza e' stato poi rivisto il limite dei piccoli impianti se installati su edifici. Si passa dai 200 kW previsti nella bozza di decreto ad 1 MW. Ciò consentirà di beneficiare di tariffe maggiori e di non incappare nel tetto di spesa incentivabile. Stesso trattamnento per impianti fotovoltaici di potenza qualsiasi realizzati su edifici ed aree delle Amministrazioni pubbliche. Per gli impianti a terra il limite del piccolo impianto sarà di 200kW operanti in regime di scambio sul posto. introdotte le misure incentivanti per i condomini con impianti fino a 20 kW di potenza.

 

Sostituzione amianto

Si è inoltre trovato un accordo sulla maggiore premialità per la  bonifica dall'amianto nel momento in cui si installano pannelli solari. Il premio del 10% previsto nella bozza verrebbe trasformato  in 5 cent di Euro/kWh.

 

Sono previsti ulteriori premi per:

5 per cento per i pannelli fotovoltaici ubicati in zone industriali, cave o discariche esaurite, aree di pertinenza di discariche o di siti contaminati;

 

5 per cento anche per i piccoli impianti realizzati da comuni con popolazione inferiore ai 5000 abitanti;

 

5 cent  per gli impianti installati in sostituzione di coperture in eternit o di amianto.

 

Premi per uso efficiente dell'energia

Bisognerà dotarsi di un attestato di certificazione energetica dell'edificio su cui è ubicato l'impianto per godere del premio maggiorativo per la contestuale riduzione del fabbisogno termico dell'involucro dell'edificio, che dovrà essere di almeno il 10 per cento. Il premio non deve eccedere il 30% e va riconosciuto nell'anno solare successivo è pari alla "metà della percentuale di riduzione del fabbisogno di energia conseguita".

 

Smaltimento dei moduli

IL decreto attribuisce al produttore la responsabilità dello smaltimento dei moduli una volta che questi siano giunti a fine vita

 

Tariffe

Quello che tutti attendevano era il quadro economico dei nuovi incentivi. Sulla scia del 3° conto energia e ispirandosi al modello tedesco, il ministero ha previsto un calo graduale delle tariffe nel corso del 2011 che tocca punte del 20% a dicembre 2011.

 

Per questo primo periodo le tariffe sono fissate di mese in mese con una forchetta che va dai 38,7 cent al kW/h di giugno ai 29,8 cent al kW/h di dicembre per i piccoli impianti tra 1 e 3 kW sugli edifici fino a scendere all'interno di una forchetta compresa tra i 23,1 cent kW/h a giugno e i 17,2 cent al kW/h a dicembre per i grandi impianti oltre i 5 MW non realizzati su edifici.

 

Riportiamo di seguito il link con il Decreto del 4° Conto Energia.

http://www.solartecmed.com/press/wp-content/plugins/downloads-manager/upload/4Conto_Energia_Definitivo.pdf


Dal 2013 si cambia!

Incentivi parametrati alla potenza installata

A partire dal primo semestre 2013 il costo indicativo sarà pari a 240 mln per arrivare nel secondo semestre 2016 a quota 86 milioni, l'obiettivo di potenza sarà nello stesso periodo e cioè il primo semestre 2013 di 1115 MW fino ad arrivare a 1480 MW nel secondo semestre 2016. Si tratta dell'adozione del modello tedesco che prevede tetti di spesa al raggiungimento dei quali viene rimodulata la tariffa nel periodo semestre a quello analizzato. I cali sono stimati all'interno di una forbice del 9-30%.

 

Impianti integrati

Dal 2013 per gli impianti integrati e per quelli a concentrazione è previsto un livello di incentivi dal 19 a 22 mln per il primo semestre secondo la tipologia di impianto, tra 26 e 30 ml nel secondo semestre, dal primo semestre 2014 da 32 a 37 mln, da 38 a 44 mln nel secondo semestre. Gli obiettivi di potenza sono pari a 50 MW nel primo semestre e 70 MW nel secondo semestre 2013, 90 MW nel primo e 110 MW nel secondo semestre 2014.

 

Tariffe per l'anno 2013

da quest'anno le tariffe assumono valore onnicomprensivo sull'energia immessa nel sistema elettrico. Sulla quota di energia autoconsumata verrà riconosciuta una tariffa premio

 

I tempi di erogazione degli incentivi

Il provvedimento avrebbe dovuto essere varato entro il 30 aprile, ma le divergenze tra i due ministri Romani e Prestigiacomo sui tempi di erogazione degli incentivi ha reso necessario un rinvio della firma. In pratica, la posizione del ministero dell'Ambiente prevedeva il pagamento dell'incentivo dopo 60 giorni dalla fine lavori e dall'attestazione autocertificata della capacità produttiva dell'impianto, indipendentemente dall'allacciamento. Una proposta, questa, che prendeva atto della difficoltà di obbligare il gestore di rete a rispettare i tempi massimi per l'allacciamento.

 

Il ministero dello Sviluppo economico legava invece l'incentivo al momento in cui il gestore di rete (Terna, Enel Distribuzione o gli altri gestori della rete locale) effettua l'allacciamento degli impianti alla rete elettrica. Questa posizione era condizionata dal timore di truffe che l'autocertificazione proposta dalla Prestigiacomo avrebbe consentito.

 

Il compromesso

Nel compromesso raggiunto viene previsto che l'erogazione dell'incentivo parte dal momento in cui l'impianto viene allacciato alla rete; qualora sia stato superato il tempo massimo fissato dall'Autorità per l'energia per la connessione, il proprietario dell'impianto che ha subito il ritardo riceverà un incentivo più basso (quello del mese successivo), ma avrà comunque diritto a un indennizzo per la differenza che ha perso per via del ritardo.

 

La delibera ARG/elt 51/11 dell'AEEG

Si terrebbe così conto della delibera ARG/elt 51/11 dell'AEEG (leggi tutto), che in materia di Tica (Testo integrato delle connessioni attive) ha stabilito regole rigorose per l'allacciamento e imposto sanzioni alle società responsabili dei ritardi nelle connessioni alla rete degli impianti. Il provvedimento dell'Authority ha fornito anche un'interpretazione autentica della definizione di “data di completamento della connessione” alla rete di un impianto fotovoltaico. Ha infatti chiarito che si tratta della “data di invio del documento relativo al completamento della realizzazione e alla disponibilità all'entrata in esercizio della connessione. Ciò presuppone – si legge nella delibera - che il gestore di rete abbia completato tutte le attività preliminari di propria competenza, rendendosi reperibile per definire, d'accordo con il richiedente, la data dell'attivazione. Tra le attività preliminari necessarie ai fini dell'attivazione della connessione rientra anche la predisposizione e l'invio al richiedente del regolamento d'esercizio nonché, qualora tale attività non sia effettuata dal richiedente, l'installazione dei misuratori necessari”.

 

 

Articolo da Edilportale.com

 

29 marzo 2011 

   

Rinnovabili, il Decreto Romani pubblicato in Gazzetta Ufficiale

 

È stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale di ieri il Decreto Rinnovabili che riscrive le regole per l’incentivazione del fotovoltaico. Il decreto entra in vigore oggi.

L’attenzione è però concentrata sul provvedimento attuativo del Decreto: una prima bozza è stata presentata ieri pomeriggio alle Regioni, per oggi è previsto un incontro con le associazioni del settore rinnovabili, mentre domani il provvedimento dovrebbe arrivare sul tavolo del Consiglio dei Ministri per l’approvazione.

Prende forma, quindi, il quarto Conto Energia, il nuovo regime di aiuti al fotovoltaico che entrerà in vigore il 1° giugno prossimo.

Secondo le informazioni trapelate negli ultimi giorni, il nuovo sistema dovrebbe prevedere:
-  taglio degli incentivi del 10% fino alla fine del 2011;
- ulteriore calo del 10% nel 2012, del 15-20% nel 2013 e del 50% nel 2014;
- azzeramento degli incentivi dopo il 2017;
- tetto annuo di 2 GW di potenza installabile incentivabile, due terzi della quale costituita da impianti fino a 200 kW;
- stanziamento massimo di 6 miliardi annui da parte dello Stato;
- meccanismo per tutelare gli investimenti già avviati sulla base del terzo Conto Energia.

Assosolare, l’associazione italiana dell’industria solare fotovoltaica, ha inviato ieri a Confindustria e ai Ministri Romani e Prestigiacomo le sue proposte su alcuni punti rimasti irrisolti dall’ultimo tavolo tecnico di Confindustria a cui anche Assosolare ha partecipato. Assosolare propone di:
- salvare almeno il 2011 e consentire riduzione più graduale delle tariffe per evitare blocco degli investimenti e perdita di posti di lavoro;
- eliminare il tetto annuale e fissare obiettivi di 3 GW all’anno;
- destinare almeno 6,9 miliardi di euro all’anno per lo sviluppo della filiera;
- tutelare la filiera industriale italiana.

 “Chiediamo al Governo di adoperarsi per accompagnare la graduale riduzione degli incentivi con una radicale diminuzione dei tempi degli iter autorizzativi, che ad oggi si traducono in aumenti significativi dei costi degli impianti (anche fino al 17%) e della connessione alla rete (fino al 10% del valore dell’impianto)” dichiara Gianni Chianetta, Presidente di Assosolare. “Auspichiamo inoltre che sia incentivata la crescita e lo sviluppo della filiera industriale italiana mediante, ad esempio, forme di defiscalizzazione. E che venga costituito un tavolo di monitoraggio permanente con l’industria del settore fotovoltaico”. 

 

Articolo da PMI.it

 

29 marzo 2011 

Decreto Rinnovabili:imprese e fondi fanno ricorso alla UE

Decreto Rinnovabili: la quiete sul fronte incentivi alle energie alternative era solo apparente: oltre 1500 imprese di settore hanno presentato ricorso alla Commissione Europea, assieme ad importanti Fondi di Private Equity italiani e stranieri per denunciare l'illegittimità dei tagli agli incentivi al Fotovoltaico operato dal decreto Romani.

 

Confidano nel parere concorde di Bruxelles (già in precedenza) perché a rischio ci sono un miliardo di euro d'investimenti solo nel Fotovoltaico.

Migliaia di aziende che contavano sul Terzo Conto Energia fino al 2013 ora si trovano di fronte uno stop anticipato, al 31 maggio. Alla Ue gli operatori delle Rinnovabili chiedono di fermare le «violazioni da parte dello Stato Italiano alla disciplina comunitaria sulla riduzione delle emissioni di gas serra e la promozione delle energie rinnovabili».

Viene violato il principio di legittimo "affidamento alla certezza del diritto", gettando il settore nello scompiglio a causa delle incertezze su iter autorizzativi e quadro incentivante. Tutto questo impedisce la concreta attuazione in Italia della direttiva 2009/28/CE.

Uno scenario che penalizza situazioni già difficili, come quella denunciata da Confagricoltura Sardegna, che quantifica il disagio delle imprese del territorio spiegando che, in mancanza di un decreto attuativo, restano fermi sette milioni di euro. Tanto prevedeva l'art. 12 della legge regionale 15 sugli impianti per la produzione di energia rinnovabile nelle aziende agricole. «Questo - spiega il presidente dell'organizzazione Gigi Picciau - determina il blocco di numerosi ambiziosi progetti, tra i quali anche la creazione di tre poli fotovoltaici e integrati con le biomasse, che avrebbero dovuto abbracciare l'intero territorio regionale».

In più, oltre al fatto che il blocco agli incentivi impedisce anche la creazione di 1.500 posti di lavoro, si aggiunge ora anche il taglio operato dal decreto legislativo sulle energia da fonti rinnovabili.

 

 

Articolo da PMI.it

 

28 marzo 2011 

Quarto Conto Energia: oggi bozza di Governo, intanto la proposta ANIE/GIFI 

Parte oggi il primo giro di tavolo tra Esecutivo e Regioni per discutere dei punti del Quarto Conto Energia di cui si potrebbe già avere subito una bozza: dopo di che il testo passerà al vaglio dalle associazioni di settore e quindi, mercoledì, all'esame del Consiglio dei Ministri.

« È necessario un ripensamento complessivo delle nostre politiche energetiche, senza il quale non vi può essere una virata decisa verso un modello economico sostenibile per i territori», ha anticipato il presidente del Veneto Luca Zaia, a margine dell'incontro in programma oggi tra i ministri Romani e Prestigiacomo, che illustreranno al tavolo delle Regioni i contenuti del decreto attuativo del "nuovo conto energia" fotovoltaico.

Per quanto concerne la bozza del Quarto Conto Energia attesa per oggi, indiscrezioni vorrebbero accantonato il modello tedesco per dare spazio alle proposte Confindutria: riduzione a scatti della tariffa incentivante al 2% per il primo quadrimestre 2011, 8-10% per il secondo e inalterato per il terzo; 10% per il 2012; 15-20% per il 2013; 50% a regime finale.

Sembrerebbe confermato anche il tetto massimo di 6 miliardi di incentivi statali erogabili per 2 GigaWatt (2/3 impianti con potenza inferiore a 200 kW) annui di fotovoltaico installabile.

Intanto, venerdì ANIE/GIFI ha indetto una tavola rotonda con gli operatori del settore per fare il punto della situazione e presentare la propria proposta sull'attuale sistema di incentivazione in vigore dal 1 Giugno 2011. Nodo cruciale, la salvaguardia degli investimenti già avviati, insieme alla necessità di evitare misure che introducano distorsioni al mercato.

Nello specifico ANIE/GIFI, a nome dell'industria fotovoltaica italiana, chiede che l'incentivazione venga considerata «un mezzo per accompagnare da un lato il mercato alla maturità e dall'altro l'industria nazionale alla piena competitività» che la riduzione avvenga in maniera graduale assecondando la riduzione dei costi dei sistemi fotovoltaici «in modo da dare stabilità al mercato»; che vengano premiati l'autoconsumo, la rimozione di eternit e l'efficienza energetica.

«Sono sicuro che sulla base di questi principi, la nostra proposta potrà garantire uno sviluppo sostenibile del mercato, una maggiore indipendenza energetica del nostro Paese e la creazione di molti altri posti di lavoro qualificati lungo tutta la filiera», sono le parole di Andrea Brumgnach di ANIE/GIFI.

Articolo da Greenstyle.it

 

15 marzo 2011

 

 

Decreto Romani: Prestigiacomo incontra le associazioni di settore

 

 

Continua il braccio di ferro fra associazioni ambientaliste, le società che hanno investito nel fotovoltaico e il governo. Causa del conflitto, il noto decreto Romani, che ha ridimensionato tutto il settore delle rinnovabili, prevedendo tagli e tetti massimi ai finanziamenti pubblici.

 

Domani il ministro Prestigiacomo incontrerà i rappresentanti di Anie (Federazione nazionale delle imprese elettrotecniche ed elettroniche), Aper (Associazione produttori energia da fonti rinnovabili), Anter (Associazione nazionale tutela energie rinnovabili), Vera online (Relazioni e strategie per l’impresa responsabile) e Asso Energie future. L’obiettivo vorrebbe essere una politica “condivisa” che riesca ad accontentare le richieste di tutte le parti.

 

Fa certamente un po’ impressione vedere un governo tentennare sulle fonti rinnovabili, nei giorni in cui il mondo riscopre l’orrore del pericolo nucleare. Polemiche a parte, l’augurio è che si riesca ad arrivare davvero ad un accordo che almeno non mortifichi un settore così vitale, salvaguardando i posti di lavoro in ballo.

 

 

Articolo da Edilportale.com

 

14 marzo 2011 

Decreto Rinnovabili, il Governo incontra imprese e banche. Domani il tavolo tecnico convocato dal Ministro dello Sviluppo Economico Romani per definire l’attuazione del Decreto

 

È convocato per domani 15 marzo il tavolo tra Governo e operatori del settore delle rinnovabili per definire i contenuti dei provvedimenti che attueranno il Decreto Rinnovabili.

Il Ministro dello Sviluppo Economico, Paolo Romani, e i Ministri dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo e dell’Agricoltura Giancarlo Galan incontreranno i principali rappresentanti del settore bancario, delle aziende attive nel comparto dell’energia rinnovabile, dei gestori di rete e delle associazioni dei consumatori.

Intanto le competenti commissioni di Camera e Senato hanno presentato interpellanze e interrogazioni in cui si chiede al Governo di a fare salvi gli investimenti avviati sulla base del precedente quadro di incentivazione e di modificare il decreto per evitare di danneggiare uno dei pochissimi settori produttivi non colpiti dalla crisi.

 

Gli ultimi eventi

Il 3 marzo scorso il Consiglio dei Ministri ha dato il via libera al decreto legislativo per il recepimento della Direttiva 2009/28/CE sulla promozione delle fonti rinnovabili. Il testo prevede la definizione di un nuovo sistema di incentivi per gli impianti che entreranno in esercizio dal 1° gennaio 2013 e la fissazione di un tetto massimo di energia da fotovoltaico incentivabile.  

Immediate sono arrivate le critiche degli operatori del settore rinnovabili, secondo i quali il decreto blocca improvvisamente l’unico settore economico che in questi anni è cresciuto, mette a rischio migliaia di posti lavoro e milioni di euro di investimenti. Le principali associazioni imprenditoriali del settore hanno lanciato un appello al Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, per chiedergli di non firmare il decreto (leggi tutto). Appello che è rimasto però inascoltato.

 Nei giorni successivi APER, Associazione dei Produttori di Energia da Rinnovabili, ha scritto al Ministro dello Sviluppo Economico, Paolo Romani, per segnalargli il rischio di una paralisi per tutto il settore delle rinnovabili, e di una situazione di crisi generalizzata”. Per Luisa Todini, Presidente dei costruttori europei (FIEC) “la scadenza ravvicinata del 31 maggio per gli allacci alla rete e l’incertezza sulle tariffe possono avere conseguenze gravi sul settore” (leggi tutto).

Giovedì 10 marzo le principali associazioni del settore delle rinnovabili (APER, Assosolare, ANEV, AssoEnergie Future, GIFI/ANIE) hanno presentato, al teatro Quirino di Roma, le loro proposte di modifica al Decreto Rinnovabili. Le imprese chiedono di:

 

- non introdurre norme retroattive in contrasto con il principio di certezza del diritto;

- garantire gli incentivi vigenti per gli impianti in costruzione o autorizzati;

- prevedere periodi di transizione tra i diversi livelli di incentivazione;

- definire un quadro normativo che tenga conto, per tutte le fonti, di una previsione di crescita al 2020 in linea con le potenzialità del settore e del decadimento dei costi;

- dare certezza e velocità ai processi di autorizzazione;

- definire rapidissimamente i Decreti attuativi mediante un confronto costruttivo con le associazioni di categoria;

- riconoscere l’impatto positivo delle rinnovabili in termini ambientali, di occupazione, di rientro fiscale per lo Stato, di riduzione della dipendenza energetica, di crescita del PIL;

- favorire la ricerca nel settore;

- porsi l’obiettivo del raggiungimento della competitività entro i prossimi 10 anni, con conseguente azzeramento degli incentivi;

- supportare lo sviluppo di un’industria nazionale (grande, piccola, media) e stimolarne il ruolo internazionale.

 

A favore del Decreto si è espresso Franco Manfredini, Presidente di Confindustria Ceramica, secondo cui lo sforzo per il raggiungimento degli obiettivi nazionali per le  rinnovabili “deve essere equo nella ripartizione, certo nell’ammontare ed economicamente  sostenibile”. “Per l’industria ceramica italiana - ha proseguito Manfredini - l’attuale sistema comporta oneri per oltre 30 milioni di euro l’anno, dei quali due terzi prelevati sulla bolletta elettrica. Si tratta con tutta evidenza di un onere particolarmente significativo che, in un momento come quello attuale, appesantisce ulteriormente la marginalità delle aziende e la loro capacità di investimento. Se non venisse confermata l’impostazione del recente decreto legislativo la prospettiva di un ingiustificato raddoppio di tali oneri è assolutamente inaccettabile per la competitività internazionale del settore ceramico che esporta oltre il 70% delle proprie vendite”.

 

   

Articolo dal Sole 24 Ore

 

9 marzo 2011

 

Romani: sulle rinnovabili il governo darà certezze entro due settimane

di Cristina Casadei

 

In due settimane arriveranno nuove certezze sulla produzione di energie rinnovabili. Ad assicurarlo è il ministro dello Sviluppo economico Paolo Romani che in un'audizione al Senato, ieri ha spiegato: «Con il contributo del ministero dell'Ambiente, vogliamo produrre un provvedimento che dia certezze al settore, in modo che le nostre banche, i nostri imprenditori e i nostri produttori abbiano la possibilità di investire in base a quanto consentito e consentibile da parte dei cittadini».

 

Le parole di Romani suonano come una risposta al dibattito energico e molto preoccupato di ieri alla Borsa di Milano dove centinaia di imprenditori del settore si sono incontrati per un convegno – Renewable Energy in Italy – programmato da diversi mesi e che non poteva essere fissato con maggior tempismo: proprio nel day after la firma del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano al decreto sulle rinnovabili che prevede dal 1° giugno un nuovo regime di aiuti. Un decreto che ha già prodotto i suoi effetti come la sospensione delle linee di credito da parte di alcune banche o la cancellazione di importanti commesse, hanno detto diversi imprenditori a Palazzo Mezzanotte.

 

«Sia il ministro Romani che il ministro Prestigiacomo hanno espresso il concetto che le rinnovabili sono necessarie e che nessuno farà qualcosa per toglierle in Italia», sostiene Emilio Cremona, presidente del Gestore dei servizi energetici. Il Gse proprio ieri ha rilanciato il nuovo portale Corrente, confidando che il sito possa diventare «una vetrina per le imprese italiane nel campo delle rinnovabili al quale hanno aderito più di 600 imprese che rappresentano circa 80 miliardi di euro di fatturato e oltre 150mila addetti – spiega Cremona –. Lo scopo è mettere in risalto via internet le imprese in modo da poterle proporre in tutte quelle sedi in cui il Gse espone la posizione italiana, non ultimo in campo internazionale».

 

Il ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo dice che «bisogna convocare immediatamente il tavolo» per arrivare «nell'arco di venti giorni, anche con un confronto finalmente di merito con tutti gli operatori del settore, a definire un nuovo sistema di incentivi che moralizzi un po' il settore». Il ministro ha poi ribadito che «tutti sanno che il paese andrà avanti sul fotovoltaico. Sarebbe autolesionistico punire un settore che è l'unico che in questo anno terribile ha avuto una forte crescita, in parte dovuta agli incentivi troppo elevati ma soprattutto al fatto che in Italia si sta sviluppando una filiera».

 

Nel dlgs rinnovabili é stato accolto «l'80% delle richieste delle commissioni parlamentari», dice Romani per il quale «il settore va incentivato e vanno date certezze, ma nel lungo periodo: quindi vanno bene gli incentivi, ma anche il decalage degli incentivi in base ai target che ci diamo e ai costi di produzione». Dal 2011 il costo per il contribuente italiano é «3,7 miliardi di euro per 20 anni, ovvero 74 miliardi in 20 anni», calcola Romani. Questo solo per coprire «le 55mila richieste arrivate entro il 31 dicembre 2010, sempre ammesso che abbiano i crismi della regolarità», continua il ministro. Il costo per gli italiani sarebbe aumentato ulteriormente se il governo non fosse intervenuto: «Avremmo caricato sulla bolletta altri 3,5 miliardi all'anno di incentivi in bolletta. L'italiano medio già oggi paga 40 euro in più all'anno per gli incentivi e senza l'intervento del Governo sarebbero diventati 80 euro in più all'anno».

 

Una parte del mondo delle rinnovabili però ritiene «il decreto legislativo palesemente incostituzionale», dice Luca Fermo, amministratore unico di Ray Energy e responsabile produttori di Assosolare, preoccupato perché le nuove regole potrebbero segnare la fine del fotovoltaico in Italia. La revisione degli incentivi al fotovoltaico, chiede Luisa Todini, presidente dei costruttori europei (Fiec) e di Ecos Energia, deve essere fatta ll'insegna della «gradualità. Sono le modalità ad essere spiazzanti. Si può anche essere d'accordo con la riduzione degli incentivi, ma non li si può troncare di punto in bianco. Il vero problema è il termine del 31 maggio. Servirebbe almeno un altro anno».

 

 

Articolo dal Sole 24 Ore

8 marzo 2011 

Napolitano firma il decreto rinnovabili

 

 

Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha firmato il decreto legislativo sulle energie rinnovabili, approvato dal Consiglio dei ministri di giovedì scorso (si veda Il Sole 24 Ore del 6 marzo). Il decreto, contestato da diverse associazioni di imprese del settore, sarà pertanto pubblicato a breve sulla Gazzetta ufficiale.

 

Qualche prima modifica sarebbe stata inserita, dopo le contestazioni. Incentivi «all'entrata d'esercizio» dell'impianto e non più all'allacciamento, termine questo che non definiva giuridicamente gli spazi temporali e i modi di erogazione degli aiuti e si prestava a interpretazioni diverse. Sarebbe questo il nuovo passaggio inserito nel testo del decreto legislativo sulle rinnovabili. Il cambio offre, in questo modo – secondo fonti vicine al dossier – una soluzione «giuridica certa» rispetto alla terminologia precedente.

 

Le contestazioni vanno però avanti. «Valuteremo il provvedimento per come verrà pubblicato. Pertanto, aspettiamo di vederlo in Gazzetta ufficiale». Così i legali delle associazioni di imprese che contestano il provvedimento commentano il via libera del Quirinale. Secondo l'avvocato Stefania Piscitelli «la strategia più veloce potrebbe essere di aspettare che un'azienda non riceva l'incentivo in modo da poter sollevare la questione di fronte alla Corte costituzionale». Poi, come «ultimo grado» rivolgersi alla «Corte Ue». Non è escluso – ipotizza la Piscitelli – che siano anche «le regioni a impugnare» il decreto. Le associazioni di settore sono mobilitate contro «un provvedimento che – fanno sapere – ci vedrà scomparire». Giovedì mattina, Assoenergie future, Assosolare e il Gruppo imprese fotovoltaiche italiane (Gifi), hanno indetto una manifestazione pubblica a Roma con collegamenti via web con le realtà locali e le aziende. (R.E.)

 

 

 
 
 
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