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divisione piscine

Le piscine sono strutture con ingenti costi:energetici dovuti al riscaldamento (di acqua e aria), filtrazione, illuminazione e idrici. Nature Power è specializzata anche in questo tipo di interventi.
Il consumo elevato di risorse energetiche e idriche, rendono le piscine un terreno ideale per interventi di razionalizzazione energetica.
Secondo le stime del programma RESPEC (Reduce Swimming Pool Energy Costs) del DOE è possibile un risparmio medio del 50% sui consumi delle piscine, sfruttando le tecnologie oggi disponibili.
La maggior dispersione avviene per evaporazione, che disperde non solo il calore fornito all'acqua della piscina, ma anche le sostanze chimiche di trattamento dell'acqua e l'acqua stessa che andrà reintegrata.
Sono possibili vari interventi di razionalizzazione che possono ridurre fortemente le spese, con costi che si ripagano in pochi anni:
• Cogenerazione: la piscina è un'applicazione ideale, vista la domanda contemporanea di energia termica ed elettrica durante il funzionamento.
• Riscaldamento acqua e aria con tecnologie efficienti: per esempio caldaie a condensazione o pompe di calore se c'è a disposizione una fonte a temperatura adeguata.
• Solare termico: energia rinnovabile utile sia per l'acqua della piscina che per le docce. Il riscaldamento della piscina è un'applicazione ideale per il solare termico dato che è richiesto calore a bassa temperatura.
• Evitare la stratificazione termica: l'aria calda tende ad andare verso l'alto dove non serve a nulla.
Le perdite per evaporazione influiscono: sul calore da fornire per il riscaldamento dell'acqua (50-70%), sulla quantità di acqua di integrazione (30-50%) e sulle sostanze chimiche con cui l'acqua è trattata (30-50%) per le piscine coperte, sull'umidità e sulla concentrazione di sostanze chimiche nell'aria. La ventilazione, può così essere spenta o ridotta durante le ore di inutilizzo. Diminuisce anche l'azione dell'umidità sulle strutture dell'edificio, prolungandone la vita e gli intervalli tra una manutenzione e l'altra.
• Utilizzo negli impianti di pompe e motori elettrici ad alta efficienza e a velocità variabile.
• Evitare di filtrare e/o rinnovare l'acqua della piscina oltre il necessario.
• Rompigetto areati nelle docce per risparmiare acqua e calore.
• Temperatura dell'acqua che varia a seconda del tipo di piscina e degli utenti che la frequentano. Non deve essere eccessiva per evitare sprechi energetici, sia per consentire la pratica sportiva. Il CONI (delibera 851 del 1999) prescrive una temperatura minima di 24°C (preferibile tra 26° e 28°C) per le vasche nuotatori e 26°C (preferibile tra 28° e 29°C) per le vasche destinate all'avviamento al nuoto e ai bambini.
• Recupero del calore dell'acqua espulsa per ottemperare all'obbligo di ricambio giornaliero pari ad almeno il 5% in volume (Atto di Intesa Stato Regioni del 1992 e successiva circolare esplicativa n°32 del 1994). Il calore recuperato può essere ceduto all'acqua di reintegro proveniente dall'acquedotto, diminuendo in modo significativo il calore necessario al riscaldamento dell'acqua di reintegro. Nella vasca da 50 metri delle piscine Dogali di Modena, il calore recuperato dall'acqua di espulsione permette di dimezzare l'energia necessaria a scaldare l'acqua di reintegro.

 
 
da LA STAMPA Torino
 
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